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Pratiche trasversali

Le pratiche comuni a luce, gas e telefonia: trasloco, prima casa, affitto, decesso e le regole che valgono per tutte

Le pratiche delle utenze non arrivano mai una alla volta. Arrivano con la vita: un trasloco porta con sé quattro contratti da spostare e due da chiudere, una casa nuova vuol dire allacci e attivazioni in sequenza, un lutto significa volture che nessuno ha voglia di fare, una separazione o un affitto che finisce pongono la domanda "a chi è intestato, e chi paga". Le guide dedicate a luce, gas, internet e mobile spiegano ogni pratica nel dettaglio; questa mette insieme le situazioni, cioè l'ordine giusto in cui fare le cose quando le utenze da gestire sono tutte insieme, e raccoglie le regole che valgono per qualunque pratica: i codici da avere a portata di mano, cosa è legittimo pagare in anticipo, i 14 giorni di ripensamento, come fare una pratica per un genitore anziano, la dichiarazione sul titolo dell'immobile, le pratiche online con SPID, e chi chiamare quando non si sa se la colpa è del distributore o del venditore. Dati e costi sono verificati a ottobre 2026.

Si spiegano qui, in ordine: la mappa delle situazioni e delle pratiche che le compongono; il trasloco, con l'ordine e i tempi; la prima casa da zero; l'affitto, i coinquilini e gli studenti; il decesso dell'intestatario; la separazione; la seconda casa; le utenze del condominio; poi le regole comuni (codici, deposito e costi, ripensamento, delega, titolo sull'immobile, pratiche online, distributore e venditore); infine gli errori più comuni, i casi in cui una pratica non serve e una sintesi.

Le situazioni e le pratiche che le compongono

Situazione Luce e gas Internet e telefono fisso Mobile L'ordine giusto
Trasloco Voltura o subentro nella nuova casa; disattivazione o voltura nella vecchia Trasloco della linea, o migrazione a un altro operatore Nulla Prima la nuova casa, poi la vecchia
Prima casa (immobile mai allacciato) Allaccio e attivazione, con accertamento per il gas Attivazione, spesso con tecnico Nulla Allacci con settimane di anticipo
Affitto Voltura o subentro a nome dell'inquilino; a fine contratto voltura al proprietario o disattivazione Attivazione o migrazione a nome di chi resta Nulla Lettura dei contatori all'ingresso e all'uscita
Decesso Voltura per decesso (mortis causa) o disattivazione Voltura o cessazione senza costi Voltura o cessazione Prima le forniture attive, poi le chiusure
Separazione Voltura al coniuge che resta Voltura o migrazione Voltura della SIM Dopo l'accordo sull'assegnazione della casa
Seconda casa Contratto non residente, potenza e costi fissi FWA, SIM dati o contratti senza vincoli Nulla Costi fissi prima dei consumi
Condominio Utenze comuni intestate al condominio Eventuale linea per portineria o videosorveglianza Nulla Ripartizione per millesimi

Ogni riga rimanda alle guide delle singole utenze: l'articolo su Le pratiche della luce: switching, voltura, subentro, allaccio, potenza, contatore e disattivazione, una per una, l'articolo su Le pratiche del gas: switching, voltura, subentro, allaccio, accertamento 40/14, contatore e disattivazione, una per una, l'articolo su Le pratiche di internet e telefono fisso: attivazione, migrazione, portabilità, trasloco, voltura e disdetta, una per una e l'articolo su Le pratiche del mobile: portabilità, SIM ed eSIM, voltura, disdetta e blocco, una per una.

Trasloco: l'ordine e i tempi

Il trasloco è l'orchestrazione più complessa, e l'errore più comune è farlo al contrario: chiudere le utenze della vecchia casa prima di aver sistemato quelle della nuova. L'ordine che funziona ha quattro tappe. Prima, con tre o quattro settimane di anticipo: capire lo stato della nuova casa (contatori di luce e gas attivi a nome di chi c'era prima, chiusi, o inesistenti) e verificare la copertura internet al nuovo civico. Seconda, una o due settimane prima: chiedere la voltura di luce e gas se i contatori sono attivi (passano a tuo nome senza interruzione, con la lettura al giorno del passaggio), il subentro se sono chiusi (riattivazione in cinque giorni lavorativi per la luce e dieci per il gas, con l'accertamento documentale se l'impianto gas è stato modificato), e il trasloco della linea internet con il tuo operatore oppure una migrazione a un operatore nuovo, che richiede da pochi giorni a qualche settimane e il tecnico se cambia la tecnologia. Terza, il giorno del trasloco: lettura dei contatori di entrambe le case, fotografata. Quarta, dopo: la disattivazione delle utenze della vecchia casa (o la voltura al nuovo inquilino o acquirente, che evita i costi di chiusura e riapertura), la bolletta di chiusura entro sei settimane con l'eventuale rimborso del credito e del deposito, e la disdetta o la migrazione della vecchia linea internet se non l'hai traslocata. Il mobile non richiede nulla: cambia solo l'indirizzo di fatturazione. I costi tipici del 2026: una voltura luce intorno ai 70 euro tra distributore, venditore e bollo (più il deposito di 11,50 euro per kW se non paghi con domiciliazione), una voltura gas tra 50 e 90 euro secondo il distributore, un trasloco internet da zero a 80 euro, in media 60–70. Il calendario completo con i moduli, i tempi di ogni pratica e cosa fare se la casa nuova ha un contatore "sconosciuto" è nell'articolo su Trasloco: cosa fare con luce, gas, internet e telefono, in che ordine e con quali tempi; la bolletta di chiusura e il rimborso sono nell'articolo su Bolletta di chiusura e rimborso del credito: tempi e cosa fare se non arriva.

Prima casa: attivare tutto da zero

La prima casa, intesa come immobile mai allacciato o con allacci da rifare, è la situazione con i tempi più lunghi, perché coinvolge il distributore e i lavori. Per la luce si chiede l'allaccio tramite un venditore: il distributore manda il preventivo entro 15 giorni lavorativi, esegue i lavori semplici entro 10 e quelli complessi entro 50, poi attiva in 5; i costi dipendono dalla potenza e dalla distanza dalla rete (nel 2026 circa 62 euro per kW per le abitazioni fino a 6 kW, più una quota distanza di 209,62 euro entro 200 metri), e per un allaccio standard da 3 kW si arriva a circa 400–470 euro tra distributore, venditore, bollo e deposito. Per il gas il percorso è simile (preventivo in 15 o 30 giorni lavorativi, lavori in 10 o 60, attivazione in 10) con in più l'accertamento documentale della sicurezza dell'impianto (delibera 40/14): la dichiarazione di conformità dell'installatore e gli allegati vanno consegnati entro 120 giorni, altrimenti la pratica decade. Per internet, con la casa coperta dalla fibra, l'attivazione costa da zero a 49 euro e richiede il tecnico per la presa ottica; senza copertura si passa a FWA o a una SIM dati. La regola pratica è chiedere gli allacci quando iniziano i lavori di ristrutturazione, non quando finiscono, perché i tempi di luce e gas si sommano a quelli di installatori e certificazioni.

Dove sta il comparatore in questa guida. Trasloco e prima casa sono i due momenti in cui si sceglie un fornitore nuovo: se lo stai facendo, il comparatore di Quantospendo.io mostra le offerte di luce, gas e internet degli operatori con cui abbiamo un accordo, con la stima di spesa sul tuo profilo e, per internet, la copertura al civico; quegli operatori ci riconoscono una commissione sulle attivazioni. Non copre tutto il mercato: per il quadro completo affiancalo al Portale Offerte di ARERA e ai verificatori di copertura ufficiali.

I passaggi in ordine, con i documenti per l'allaccio, la potenza da scegliere e i tempi realistici, sono nell'articolo su Prima casa: come attivare luce, gas e internet da zero e quanto costa partire.

Affitto, coinquilini e studenti: a chi intestare e chi paga

In affitto la regola di base è semplice: le utenze si intestano a chi le usa e le paga, cioè all'inquilino, con una voltura (contatori attivi) o un subentro (contatori chiusi) all'ingresso, e con la lettura dei contatori scritta nel verbale di consegna. A fine contratto si fa il percorso inverso: voltura al proprietario o al nuovo inquilino, oppure disattivazione, sempre con la lettura; chi lascia le utenze a proprio nome dopo aver riconsegnato le chiavi continua a rispondere delle bollette. Tenere le utenze intestate al proprietario con rimborso "a forfait" è lecito, ma va scritto nel contratto, e con un forfait l'inquilino perde il controllo sui consumi e sui bonus, che spettano solo a chi ha la fornitura a proprio nome nella casa di residenza. Con i coinquilini le utenze stanno a nome di uno (con un accordo scritto sulla divisione) o, per internet, di chi resterà più a lungo; quando l'intestatario se ne va serve una voltura, non basta "lasciare tutto com'è". Gli studenti fuori sede firmano spesso contratti brevi con utenze incluse: la cosa da controllare prima della firma è se il forfait ha un tetto, cosa succede ai conguagli e chi paga il deposito. Le tre situazioni, con i modelli di accordo e le clausole da pretendere, sono nell'articolo su Utenze in affitto: a chi intestare luce, gas e internet, chi paga e cosa succede a fine contratto, nell'articolo su Coinquilini: come intestare e dividere le bollette senza litigare e nell'articolo su Studenti fuori sede: utenze, contratti brevi e cosa controllare prima di firmare; per la linea di casa in affitto il dettaglio è nell'articolo su Linea internet in affitto: a chi intestarla e cosa fare a fine contratto.

Decesso dell'intestatario: cosa fare, con calma

Quando muore la persona a cui sono intestate le utenze, non c'è fretta che valga: le forniture non vengono interrotte e i contratti continuano finché qualcuno non li voltura o li chiude. La pratica si chiama voltura per decesso (o mortis causa): la chiede l'erede o il convivente che resta nella casa, con il certificato di morte (o un'autocertificazione) e i propri documenti, e ha un trattamento di favore: nella tutela il venditore non applica i suoi 23 euro al coniuge o al parente convivente, e molti venditori del libero fanno lo stesso; restano, per luce e gas, gli eventuali contributi del distributore. Per internet e telefono fisso la voltura o la cessazione per decesso sono in genere gratuite; per la SIM lo stesso, con la scelta tra tenere il numero o chiuderlo e farsi rimborsare il credito. Le bollette emesse prima e dopo il decesso restano dovute e si pagano con i beni dell'eredità; chi non vuole restare intestatario non deve pagare nulla di "penale" per chiudere. Un ordine ragionevole: prima le utenze della casa in cui qualcuno continua a vivere (voltura), poi le chiusure (disattivazione luce e gas con lettura finale, cessazione delle linee), infine i rimborsi di credito e deposito, che vanno a chi ha presentato la richiesta con la documentazione di erede. I documenti, le lettere tipo e i casi particolari (casa in affitto, utenze intestate a chi non era residente, debiti pregressi) sono nell'articolo su Decesso dell'intestatario: cosa fare con tutte le utenze, la voltura per successione e i costi; i dettagli per la linea fissa e la SIM sono nell'articolo su Voltura della linea per decesso dell'intestatario: cosa fare con contratto e rate e nell'articolo su Voltura della SIM per decesso: recuperare o chiudere il numero.

Separazione e divorzio: chi paga e come cambiare intestazione

Nella separazione la domanda è doppia: chi resta nella casa e a chi sono intestate le utenze. Se restano a nome di chi se ne va, continua a rispondere delle bollette verso il fornitore, qualunque cosa dica l'accordo tra i coniugi: il fornitore conosce solo l'intestatario. Per questo, appena c'è chiarezza sull'assegnazione della casa, si fa la voltura di luce, gas e internet a chi resta, con la lettura dei contatori alla data concordata, e la voltura della SIM se era intestata all'altro. I debiti maturati prima della voltura restano in capo al vecchio intestatario, salvo accordi tra le parti; una voltura con morosità pregressa si può comunque fare, e il debito segue la persona, non il contatore. Il percorso, con cosa chiedere all'avvocato e cosa al fornitore, è nell'articolo su Separazione e divorzio: chi paga le utenze e come cambiare intestazione.

Seconda casa: i costi fissi contano più dei consumi

Nella seconda casa il contratto di luce è "non residente", e cambia il conto: nel quarto trimestre 2026 si paga la quota fissa degli oneri di sistema (95,10 euro l'anno) che i residenti non pagano, non vale l'esenzione dall'accisa sui primi 150 kWh al mese (quindi 0,0227 euro su ogni kWh), e restano le quote fisse di tutti (materia energia 42,29 euro, trasporto 24,10, potenza 23,70 per kW). Risultato: un contatore da 3 kW non residente costa circa 256 euro l'anno con IVA anche a consumo zero, contro circa 151 di una casa di residenza. Le leve sono due: la potenza, che si può ridurre al minimo che serve, e l'esistenza stessa dei contratti, perché per il gas i costi fissi di un contatore quasi inutilizzato possono superare i consumi, e per internet un contratto da 24 mesi per quattro settimane l'anno è uno spreco rispetto a FWA senza vincoli o a una SIM dati. Il canone RAI si paga una volta per famiglia, sulla casa di residenza. Il conto completo, con le potenze minime, i costi fissi di luce e gas e le alternative per internet, è nell'articolo su Seconda casa e casa vacanze: luce, gas e internet per non residenti, potenza minima e costi fissi.

Le utenze del condominio

Le utenze comuni (luce delle scale, ascensore, autoclave, cancelli, portineria, l'eventuale linea internet per videosorveglianza) sono intestate al condominio, con contratti "altri usi" che non hanno le tutele e i bonus dei domestici, e si ripartiscono secondo il codice civile: per millesimi in generale, con criteri particolari per l'ascensore (in parte per millesimi, in parte per piano) e per gli impianti che servono solo alcuni. Il riscaldamento centralizzato ha regole proprie di contabilizzazione, e il bonus sociale per chi lo usa passa dal PDR condominiale. Chi vuole capire se la bolletta del condominio è in ordine guarda tre cose: la potenza impegnata per le utenze comuni (spesso sovradimensionata), l'offerta scelta dall'amministratore (il condominio può cambiare fornitore come una famiglia) e la ripartizione nel rendiconto. Cosa paga ciascuno e come controllare il rendiconto è nell'articolo su Le utenze del condominio: luce delle scale, ascensore, autoclave e come si ripartiscono; la lettura della ripartizione del riscaldamento è nell'articolo su Riscaldamento centralizzato: come funziona la contabilizzazione e come si legge la ripartizione, e il bonus per chi ha il riscaldamento centralizzato nell'articolo su Bonus sociale in condominio: come funziona con il riscaldamento centralizzato.

I codici che servono in ogni pratica

Ogni pratica si blocca su un codice, quindi conviene conoscerli prima. Il POD identifica il punto di prelievo della luce: inizia con IT, ha 14 caratteri e sta in prima pagina della bolletta; non cambia mai, nemmeno cambiando fornitore. Il PDR è l'equivalente per il gas, 14 cifre. Il codice cliente è il numero che il venditore assegna al contratto e cambia con il fornitore. Il codice di migrazione (7 o 18 caratteri) identifica la linea internet e serve per cambiare operatore senza interruzione. L'ICCID (19 cifre) identifica la SIM e serve per la portabilità del numero mobile. A questi si aggiungono il codice fiscale dell'intestatario, che deve coincidere lettera per lettera in tutti i contratti, e la lettura del contatore, che per le volture è il dato che divide i consumi di chi esce da quelli di chi entra. Dove trovarli, come leggerli e cosa fare se non li hai (casa nuova, bolletta di un altro) è nell'articolo su POD, PDR, codice cliente, codice di migrazione e ICCID: tutti i codici che servono nelle pratiche.

Deposito cauzionale e costi di attivazione: cosa è legittimo

Tre cose si possono chiedere all'inizio di un contratto, e tutte hanno regole. Il deposito cauzionale di luce e gas è ammesso solo se non paghi con domiciliazione bancaria: per la luce in tutela vale 11,50 euro per kW (34,50 euro per 3 kW), per il gas dipende dai consumi annui; viene restituito con gli interessi alla chiusura o al passaggio alla domiciliazione. I costi di attivazione sono tre: i contributi del distributore (fissati da ARERA e uguali per tutti, come i 25,88 euro della voltura luce o i 30–45 euro di un'attivazione gas secondo il distributore), i costi amministrativi del venditore (23 euro nella tutela e nelle PLACET, liberi nel mercato libero, dove 23 euro è la cifra più comune) e l'imposta di bollo di 16 euro quando dovuta. Nella telefonia vale l'equivalente: attivazione e SIM entro una decina di euro, spesso gratuite con la portabilità, e per internet casa 0–49 euro, spesso rateizzati. Non è legittimo chiedere il deposito a chi paga con SDD, far pagare lo switching (che è gratuito), pretendere "costi di istruttoria" non previsti dal contratto o anticipi sui consumi senza base contrattuale. La lista di cosa è dovuto e cosa no, con gli importi 2026, è nell'articolo su Deposito cauzionale e costi di attivazione: cosa è legittimo e cosa no.

Il diritto di ripensamento: 14 giorni, come si esercita

Per qualunque contratto concluso a distanza o fuori dai locali commerciali (telefono, web, porta a porta, banchetto) il Codice del consumo dà 14 giorni per ripensarci senza motivo e senza costi, che diventano 30 se il contratto è nato da una visita a casa non richiesta; vale per luce, gas, internet e mobile. Si esercita con una comunicazione scritta al fornitore (modulo, email, PEC, raccomandata), con la data che fa fede, e il contratto si considera mai concluso: se avevi chiesto l'attivazione anticipata paghi solo i consumi del periodo, senza penali. Dal 19 giugno 2026 i contratti conclusi online devono avere una funzione di recesso online facile da trovare. Il ripensamento non vale per i contratti firmati in negozio o in sede, dove conta il recesso ordinario. Modulo, termini e i casi in cui l'attivazione è già partita sono nell'articolo su Diritto di ripensamento di 14 giorni: come si esercita e cosa succede al contratto.

Fare una pratica per conto di un altro: delega e procura

Molte pratiche le fa un figlio per un genitore anziano, un parente per chi è in ospedale, un amministratore di sostegno per chi non può più firmare. La regola è che il fornitore agisce solo con l'intestatario o con chi lo rappresenta, e la rappresentanza va dimostrata: una delega scritta con il documento del delegante e del delegato basta per la maggior parte delle pratiche ordinarie (lettura, voltura, cambio offerta, reclamo), mentre per chi non è in grado di firmare servono l'atto di nomina dell'amministratore di sostegno o la procura. Gli operatori hanno moduli di delega propri, e nelle pratiche online la delega si fa caricando i documenti o, per alcune procedure, con l'identità digitale del rappresentante. Chi fa pratiche per altri deve sapere che le bollette restano intestate al rappresentato: una delega non trasferisce il contratto, per quello serve la voltura. Moduli, limiti e i casi difficili (intestatario irreperibile, più eredi, condominio) sono nell'articolo su Fare una pratica per conto di un altro: delega, procura e documenti (genitori anziani, parenti, amministratore).

Il titolo sull'immobile: la dichiarazione che serve per luce e gas

Dal 2014, per attivare, volturare o subentrare in una fornitura di luce o gas, bisogna dichiarare il titolo che dà diritto a usare l'immobile: proprietà, locazione, comodato, usufrutto, o altro, con gli estremi del contratto o dell'atto. È una regola contro le occupazioni abusive (decreto legge 47/2014, art. 5): un contratto di fornitura stipulato da chi occupa senza titolo è nullo, e il venditore può chiedere i documenti. In pratica si compila una sezione del modulo di voltura o subentro, con autocertificazione; chi è in affitto indica il contratto registrato, chi ha comprato il rogito, chi usa la casa di un familiare il comodato, anche verbale, con i dati del proprietario. Non serve per la telefonia né per lo switching. Cosa scrivere nei casi dubbi (casa dei genitori, eredità non ancora divisa, immobile in corso di acquisto) è nell'articolo su Titolo sull'immobile per luce e gas: cos'è, quando serve e come si dichiara (decreto 47/2014).

Le pratiche online: SPID, firma digitale e video-identificazione

Quasi tutte le pratiche si fanno ormai online, e gli strumenti di identità contano quanto i moduli. SPID e CIE servono per entrare nei portali pubblici (Sportello per il consumatore, Portale Consumi, INPS per l'ISEE) e, nella telefonia, per attivare SIM e chiedere portabilità senza scansioni né videochiamate. La firma digitale o la firma elettronica avanzata chiudono i contratti a distanza di luce, gas e internet, e il contratto telefonico di energia dal 2025 si perfeziona solo dopo l'accettazione delle condizioni ricevute per iscritto. La video-identificazione resta la via per chi non ha identità digitale. Due accortezze: l'area clienti del fornitore è il canale che lascia traccia (numero di pratica, data, stato), da preferire alla telefonata; e per una pratica fatta per altri, l'identità digitale deve essere quella del rappresentante con la delega caricata. Come funziona ogni strumento, cosa serve per attivarlo e i casi in cui l'online non basta sono nell'articolo su Le pratiche online: SPID, firma digitale e video-identificazione per luce, gas e telefonia.

Distributore e venditore: chi fa cosa e chi chiamare

L'ultima regola comune è la più utile quando qualcosa non funziona. Il distributore è la società della rete e del contatore: esegue allacci, volture tecniche, subentri, aumenti di potenza, sostituzioni e verifiche del contatore, ripristina i guasti, e ha i tempi standard con gli indennizzi; ma non ha un rapporto con te, salvo per i guasti e il pronto intervento, i cui numeri sono stampati in bolletta. Il venditore è chi ti fattura: raccoglie le richieste e le gira al distributore, gestisce contratto, bollette, reclami, morosità, e paga anche gli indennizzi del distributore attraverso la bolletta. Nella telefonia l'operatore è l'unico interlocutore, anche quando la rete è di un altro. La conseguenza pratica: per un blackout o una fuga di gas si chiama il distributore; per tutto il resto (una voltura che non parte, un indennizzo che manca, una bolletta sbagliata) si scrive al venditore, che è responsabile verso di te anche quando il ritardo è del distributore. La mappa di chi fa cosa, pratica per pratica, con i numeri da cercare in bolletta, è nell'articolo su Distributore e venditore: chi fa cosa in ogni pratica e chi chiamare (guasti, contatore, bollette); come far valere tempi e indennizzi è nell'articolo su I diritti del cliente luce, gas e telefonia: reclami, tempi, indennizzi e a chi rivolgersi.

Gli errori più comuni

Chiudere la vecchia casa prima della nuova. Si resta senza luce o gas nel trasloco: prima si attiva, poi si chiude.

Non fare la lettura ai passaggi. Senza una lettura fotografata, i consumi di chi esce finiscono a chi entra.

Lasciare le utenze a proprio nome dopo la consegna delle chiavi. Il fornitore conosce solo l'intestatario, e le bollette arrivano a te.

Chiedere un'attivazione dove basta una voltura. Costa di più, richiede più tempo e, per il gas, può far scattare l'accertamento.

Pagare il deposito con la domiciliazione attiva. Non è dovuto: si chiede il rimborso.

Perdere i 14 giorni. Il ripensamento si esercita per iscritto e con data certa, non per telefono.

Firmare senza il titolo sull'immobile. La pratica si ferma, o il contratto è nullo.

Chiamare il venditore per un guasto, o il distributore per una bolletta. Ogni soggetto risponde solo delle sue cose: i numeri giusti sono in bolletta.

Quando una pratica non serve

Non tutto richiede moduli. Cambiare fornitore non è una pratica tecnica: lo switching è gratuito, senza tecnico e senza interruzione, e non tocca POD, PDR o contatore. Spostarsi all'interno della stessa casa, cambiare metodo di pagamento o indirizzo di fatturazione sono richieste al venditore, non pratiche. Il mobile non ha praticamente mai pratiche legate alla casa. E se la casa nuova ha i contatori attivi a nome di chi c'era prima, la voltura basta: non serve chiudere e riaprire. Per le situazioni che sembrano pratiche ma sono problemi (bollette che non arrivano, conguagli sospetti, contratti mai richiesti), le guide giuste sono nell'articolo su Pagare le bollette: scadenze, metodi, rate, mora e cosa succede se non paghi e nell'articolo su Tutti i bonus per luce, gas e acqua: requisiti, importi e come si ottengono per i casi in cui cambia l'intestazione e con essa il diritto al bonus.

In sintesi

Le situazioni della vita si traducono in sequenze di pratiche: nel trasloco prima si attiva la nuova casa (voltura o subentro di luce e gas, trasloco o migrazione di internet) e poi si chiude la vecchia, con le letture dei contatori; nella prima casa si chiedono allacci e accertamento con settimane di anticipo; in affitto le utenze stanno a nome di chi le usa, con voltura all'ingresso e all'uscita; nel decesso la voltura mortis causa ha costi ridotti e non ha fretta; nella separazione si voltura a chi resta; nella seconda casa contano i costi fissi (circa 256 euro l'anno per un contatore da 3 kW non residente anche a consumo zero); in condominio le utenze comuni si ripartiscono per millesimi.

Le regole comuni sono sette: i codici (POD, PDR, codice cliente, codice di migrazione, ICCID) e il codice fiscale identico in ogni contratto; il deposito solo senza domiciliazione e i costi di attivazione nei limiti (contributi del distributore, 23 euro del venditore nella tutela, bollo); 14 giorni di ripensamento per i contratti a distanza, 30 per le visite non richieste; la delega scritta per agire per altri; la dichiarazione sul titolo dell'immobile per luce e gas; SPID, firma digitale e area clienti per le pratiche online; e la distinzione tra distributore (rete, contatore, guasti) e venditore (contratto, bollette, reclami). Le pagine di questa sezione prendono ogni situazione e ogni regola con i moduli e i casi particolari.

Dati verificati il 13 ottobre 2026. Fonti: ARERA, TIQE 2024–2027 e RQDG (tempi di preventivo, lavori, attivazione e subentro: luce 15/10/50/5 giorni lavorativi, gas 15–30/10–60/10), TIC 2026 (contributi di allaccio: circa 62 euro per kW per le abitazioni fino a 6 kW, quota distanza 209,62 euro entro 200 metri) e contributi fissi del distributore (voltura luce 25,88 euro, valore 2025 aggiornato ogni anno; attivazioni gas 24–45 euro secondo il distributore); ARERA, condizioni della Maggior Tutela IV trimestre 2026 (quota fissa materia energia 42,287 euro, trasporto 24,10, potenza 23,70 euro/kW, oneri di sistema per non residenti 95,10 euro, deposito cauzionale 11,50 euro/kW, costi amministrativi 23 euro) e accisa elettrica 0,0227 euro/kWh con esenzione per i residenti fino a 150 kWh/mese; ARERA, delibera 40/14 (accertamento documentale gas, 120 giorni) e TIF (bolletta di chiusura entro sei settimane); decreto legge 47/2014, art. 5 (titolo sull'immobile); Codice del consumo, artt. 52 e 54-bis (ripensamento 14 e 30 giorni; funzione di recesso online dal 19 giugno 2026); AGCOM, delibere 307/23/CONS, 487/18/CONS, 147/11/CIR e 86/21/CIR (contratti, costi di recesso, portabilità e identificazione con SPID/CIE); codice civile, artt. 1123 e 1124 (ripartizione delle spese condominiali); condizioni degli operatori e guide di settore 2026 per i costi tipici di trasloco (0–80 euro) e attivazione internet (0–49 euro). Gli esempi di costo sono calcolati sommando le voci indicate, con IVA dove dovuta.